mercoledì 21 maggio 2008

La storia del C-language

Brian KernighanDennis M. Ritchie

Vi siete mai chiesti da quanto tempo esiste il linguaggio C, che è pane per il nostro mestiere di programmatori?

Il linguaggio C è a volte chiamato K&R dalle iniziali dei cognomi degli autori KERNIGHAN e RITCHIE, che hanno sviluppato il linguaggio attraverso la realizzazione di un noto libro d'informatica, pubblicato nel 1978.

Il libro è stato pubblicato in 2 versioni:
  • la prima versione fu scritta allo scopo di ottenere un linguaggio ad alto livello per l’implementazione di sistemi operativi.
  • la seconda versione fu creata con l'intento di aggiornare la guida al linguaggio seguendo le indicazioni della standardizzazione ANSI dello stesso, in particolare con l'inclusione di materiale di riferimento alle librerie standard (le nostre "include"…).
In seguito fu sviluppato un potenziamento del linguaggio C chiamato C++: tale potenziamento si pone come soprainsieme del linguaggio C mantenendone le caratteristiche fondamentali ed aggiungendo il concetto di classe per consentire l’utilizzo dei paradigmi class-based ed object-oriented.

Quindi ragazzi… sono più di 30 anni che questo linguaggio è utilizzato dagli informatici, non possiamo arrenderci noi che abbiamo a disposizione tutti i metodi di comunicazione e i migliori professori (:D …) … quindi diamoci da fare!!!!!!!!!!!!


domenica 18 maggio 2008

Totti e Cassano




Non solo con Cassano…

lunedì 5 maggio 2008

NeW Opening OF....

Hello everybody!!!… Mi rivolgo a tutti qll a kui piace l'house musik… e le disco a spakkare… Grande apertura del blog totalmente dedikato agli eventi + importanti della puglia (The House Of...)… oltre a segnalazioni di eventuali serate troverete anke le testimonianze del sottoscritto (…e dei suoi amici…) di ogni serata malata a cui parteciperanno…


PROX TAPPA @ CLOROPHILLA DISCO…24\05\08…


VENITE A TROVARCI…!!!
click here…
The House Of...



sabato 3 maggio 2008

Qui la rabbia si fa musica

Fenomeni di costume
Un pezzo rap per Japigia
qui la rabbia si fa musica

Geryl è un musicista di soli 18 anni che ha messo in versi il disagio dei tanti giovani che vivono in periferia.
Una fotografia impietosa del quartiere dormitorio a sud della città che, tra mille problemi, cerca di voltare pagina ed andare avanti.


"Non si scappa" non è un inno, ma un lucido atto d'accusa verso le difficoltà della nuova generazione in fuga

di Marco Montrone (Quotidiano Il Bari del 3.5.2008)

«Japigia, si resta ancora qua fra sti’ palazzi grigi…
c’è chi viene e va, ma non si scappa
».
Non era mai avvenuto che qualcuno dedicasse versi a un quartiere di Bari. Lo ha fatto Geryl, rapper appena 22enne, che nella sua canzone “Non si scappa” parla di uno dei rioni più grandi e popolosi di Bari: Japigia.

Il pezzo però non può certo definirsi un “inno”, ma una lucida testimonianza delle difficoltà che si incontrano a vivere in periferia. Incontriamo Gerardo-Geryl assieme a suo fratello maggiore Giulio, autore del video di “Non si scappa” nel piccolo parco di via Caldarola, una delle poche opere pubbliche sorte da queste parti. «Per capire il degrado di Japigia - dice Geryl - basta osservare questo giardino, a qualche anno dalla sua nascita è già stato abbandonato a se stesso». Geryl è molto critico nei confronti dei suo quartiere.
«Qui regna la trascuratezza - afferma - non ci sono spazi pensati per i residenti, non c’è verde, non ci sono negozi e punti d’incontro». In effetti il rione, sorto nei primi anni ’70, è progredito molto poco, ed è stato adibito ormai a semplice “dormitorio” per gli oltre 35mila suoi residenti. Japigia è poi noto per essere uno degli avamposti della criminalità organizzata cittadina. «Di giorno - sottolinea Giulio - il quartiere è “quasi” vivibile, ma la sera scatta il coprifuoco». La canzone (musicata dal dj Notrooth) parla delle difficoltà di farsi strada nella vita vivendo in quartieri come questo, descrive di ragazzi che cercano di uscire da “ste’ mura che incastrano”.
Tra i problemi, i “pregiudizi” degli “altri” baresi («quelli della Bari bene» dice Geryl): “i pagliacci che parlano solo se conviene”. «Ma le paure vanno affrontate - afferma Geryl - per questo ho intitolato questo pezzo “Non si scappa”: non bisogna fuggire dalle proprie origini, per quanto piene di ostacoli». Nonostante la sua età Geryl, che è iscritto al quinto anno dell’istituto tecnico industriale “Marconi”, parla già come un adulto e tutte le sue canzoni testimoniano una notevole maturità. I suoi pezzi sono inseriti nel cd “Il gioco del silenzio”, che il rapper ha autoprodotto e distribuito finora gratuitamente. «Tutto il disco - dice Geryl - rappresenta una protesta contro l’omertà».

Nonostante questo - sottolinea Giulio, che fa un po’ da promoter per il fratello - i produttori e gli organizzatori di eventi preferiscono un hip-hop più superficiale, che parla di sesso e di violenza. I contenuti interessano a pochi».
Altro tratto distintivo di Geryl è il suo marcato orgoglio barese. La sua “divisa” da concerto include anche una maglia con su scritto «I’ so’ d’ Baar» e a febbraio il rapper ha scritto la sigla di “Compriamola”, la nota iniziativa tesa all’acquisto del Bari calcio da parte dei cittadini. Insomma, un'attività a tutto tondo, legata alla città, che punta alla sensibilizzazione ed anche all'impegno verso il capoluogo. «Purtroppo - dice ancora Geryl - a pochi fanno gola canzoni che parlano di Bari. Le persone che contattiamo per cercare di promuovere il disco ci chiedono canzoni che non facciano riferimento alle nostre origini».

Geryl e Giulio
Il rapper Geryl al secolo Gerardo, con suo fratello
Giulio autore del video della canzone "Non si scappa"


lunedì 21 aprile 2008

I'M BACK...

Erano ormai più di 2 settimane che Angelo non si faceva vedere a scuola e tutti i componenti della 3^iB (nn tutti… anzi diciamo nexuno) cominciarono a preoccuparsi per l'incolumità di Angelo ma dato che non sapevano come rintracciarlo estesero la ricerca informando anche le autorità più importanti al mondo…
Un bel giorno (il fatto successe di notte… ma dire "una bella notte" sta male) mentre skiacciava un pisolino dove nexuno l'avrebbe mai cercato (nel letto di casa sua) gli vennero in sogno il prof. Indolfi ed il prof. Buizza (…o bianchi…) ed ebbe l'illuminazione… fu così che decise di tornare a scuola…

Il 21/04/08 Angelo ritorna a scuola… le sue prime parole dopo il suo ritorno… "MOOOO C PALL"

domenica 20 aprile 2008

Qui si gioca a calcio, mica a tennis

C'era un post di un ragazzo in gamba. Si è tirato indietro e l'ha cancellato. Sempre in gamba rimane.
Vado a dormire, che domani si parte alle 6 per il viaggio di istruzione con la quarta.
Ognuno che perdiamo è una diminuzione per tutti.
Piccole e grandi sconfitte lasciano il segno.

domenica 30 marzo 2008

Feriale

ferieIn laboratorio ci aveva assalito un dilemma. Se quando si è in ferie si fa vacanza, come mai i giorni feriali sono giorni lavorativi?

Approfondite ricerche hanno approdato ai risultati seguenti.

Ferie viene dal latino feriae, che erano effettivamente periodi di vacanza e di festa, in cui non si lavorava. Famose erano le Feriae Augusti (= riposo di Agosto), da cui deriva la parola italiana Ferragosto.

La parola vacanza sta ad indicare un vuoto, quel tempo libero da riempire a causa dell'assenza del lavoro. Che vacanza vuol dire vuoto noi baresi lo capiamo bene, dato che nel nostro dialetto vuoto si dice vacante.

Le ferie sono un diritto di tutti i lavoratori sancito dall'art. 36 della Costituzione, ma sono anche un dovere, nel senso che non è consentito a nessuno di rinunciare a godersele. Il motivo è l'importanza che si dà per il bene comune alla salute fisica e mentale di ciascun cittadino, che sarebbe compromessa dalla mancanza del riposo.

Fin qui le ferie. E i giorni feriali?

Qui c'entra l'avvento del Cristianesimo. Nei primi tempi si celebrava la Messa soltanto la Domenica, che era il giorno della resurrezione. Quindi tutti gli altri giorni c'era un vuoto nelle celebrazioni, una vacanza, specialmente per i preti, che di fatto erano in ferie. I giorni della settimana erano intitolati ai pianeti, che avevano ciascuno il nome di una divinità pagana. La Chiesa subito trasformò il giorno del Sole in giorno del Signore (Domenica) ed utilizzò il termine ebraico Shabbat per il giorno di Saturno (Sabato) e ancora il termine ebraico Parasceve per il giorno di Venere (Venerdì). Rimanevano però gli ingombranti giorni della Luna (Lunedì), di Marte (Martedì), di Mercurio (Mercoledì) e di Giove (Giovedì). Per tagliare la testa al toro, decisero di chiamarli feria secunda, feria tertia, feria quarta e feria quinta. Ecco la nascita del paradosso per cui i giorni feriali sono giorni in cui si lavora.

Curiosamente in portoghese i giorni della settimana si chiamano ancora oggi: Segunda-feira, Terça-feira, Quarta-feira, Quinta-feira, Sexta-feira, Sábado e Domingo.